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Banca: Più Etico Rapinarla o Fondarla?

5 Apr

I Cocos, ultima follia finanziaria, piacciono all’Italia

Fabrizio Goria

Un nuovo report di Ubs mette in guardia dai rischi sistemici legati all’uso dei Contingent convertible bond, ossia obbligazioni trasformabili in azioni. Nel 2009 la Banca dei regolamenti internazionali li aveva definiti prodotti «troppo imprevedibili per essere incoraggiati dalle authority di vigilanza». Insomma, la finanza ha ripreso a scherzare col fuoco, ma pochi ne parlano. Noi invece continuiamo a farlo, anche perché due istituti – UniCredit e Intesa Sanpaolo – trattano questi strumenti e Algebris, l’hedge fund di Davide Serra, ha creato un fondo basato su questi prodotti.

Lo sconforto di un trader a Wall Street (Afp)

8 marzo 2011 – 17:45I Cocos continuano a far discutere il mondo finanziario. Dopo le accuse del numero uno di Ubs, Oswald Grübel, un nuovo report della banca elvetica mette in guardia dai rischi sistemici legati all’uso di questi strumenti. I Contingent convertible bond, ossia obbligazioni trasformabili in azioni una volta sforati i limiti patrimoniali di Basilea III, potenzialmente «potrebbero creare un effetto domino capace di mettere a dura prova la resistenza delle banche che li hanno utilizzati». E pensare che già nel dicembre 2009 la Banca dei regolamenti internazionali aveva definito i Cocos prodotti «troppo imprevedibili per essere incoraggiati dalle authority di vigilanza».

I nuovi strumenti di finanziamento e salvataggio degli istituti di credito stanno per invadere i mercati. Secondo Standard & Poor’s nei prossimi dieci anni saranno collocati Coco bond per circa mille miliardi di euro. I primi a utilizzarli sono stati gli inglesi del Lloyds, che hanno in portafoglio circa 8,7 miliardi di euro di enhanced capital notes, cioè Cocos. Se il capitale di vigilanza, il Tier 1, scende sotto quota 5% questi vengono immediatamente convertiti in azioni ordinarie. Per Alastair Ryan e John-Paul Crutchley, gli analisti di Ubs che hanno curato il report (ripreso anche daAlphaville, il blog finanziario del Financial Times), gli squilibri iniziano proprio in questo istante. «Qualora la conversione fosse considerata imminente, a causa di un significativo peggioramento della società o dell’outlook del Regno Unito, crediamo che i possessori di questi titoli probabilmente potrebbero scegliere di coprire il rischio vendendo le azioni allo scoperto». In altre parole, se la banca naviga in cattive acque, gli investitori potrebbero cominciare a utilizzare posizioni ribassiste sulla stessa. Ma c’è di più.

In questo scenario di pressione, il ruolo dei sottoscrittori dei Cocos targati Lloyds rimane pressoché invariato, ma se il Tier 1 precipita sotto il 5% scatta la conversione. Oltre alla fuga degli investitori tradizionali, potrebbe esserci quella di chi ha comprato i Cocos, che nel frattempo sono diventati azioni. «Difficilmente un investitore istituzionale decide di mantenere posizioni così a rischio», fa notare Ubs. La prima conseguenza potrebbe essere un ulteriore aggravamento della situazione della banca. L’emorragia di capitale sarebbe nel brevissimo termine ripianata tramite questi strumenti ibridi, ma i nuovi azionisti avrebbero un incentivo a lasciar la barca prima che affondi, tramite la vendita allo scoperto. Operazione, quest’ultima, resa ancora più facile dalla natura dei titoli ora in mano a chi ha comprato i Cocos. E dato che a questi possono accedere solamente investitori istituzionali, cioè hedge fund, fondi pensione, banche d’affari, l’aggressività nel chiudere le posizioni a rischio non dovrebbe mancare.

E l’Italia? Come anticipato dal Financial Times nello scorso luglio, UniCredit è stata la prima fra gli istituti di credito a usare questi strumenti. Un bond ibrido, capace di impattare sul Tier 1, con con tasso fisso del 9,375 per cento. Valore dell’operazione? Circa 500 milioni di euro. Poco rispetto a quanto fatto da Intesa Sanpaolo, fautrice di un’azione analoga in settembre per un controvalore di un miliardo di euro. Nonostante ciò, anche per il nostro sistema il mercato dei Cocos è destinato a salire nei prossimi anni. Barclays ha calcolato che da qui al 2013 saranno emesse obbligazioni ibride pari a 23,7 miliardi di euro per le prime quattro banche italiane (UniCredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Ubi).

Sebbene i rischi legati ai Cocos siano elevati, almeno secondo istituzioni come la Banca dei regolamenti internazionali, c’è già chi ha deciso di scommetterci. Il primo è stato Algebris, l’hedge fund di Davide Serra, che ha creato un fondo basato su questi prodotti. Del resto Serra ha spiegato che «i Coco bond sono oggi la nostra più forte convinzione d’investimento a basso rischio e riteniamo che esista una storica opportunità per catturare reddito cedolare straordinario da questi strumenti». Anche per questo Algebris è stato l’advisor di Duemme Sgr, la società di gestione del risparmio di Banca Esperia, che ieri ha lanciato il proprio fondo sui Cocos. Per una volta l’Italia si conferma all’avanguardia della finanza. L’impressione è che, dati i rischi, non ci sia tanto da gioire.

 

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La Forza dell’Amore (?)

5 Apr

Telefonata del 1 agosto 2010 Ut.: Nicole MInetti = Int.1: voce maschile da Villa S. Martino = Int.2: Silvio Berlusconi L’interlocutore 1 dopo essersi accertato di aver contattata Nicole Minetti le dice di rimanere in attesa. dal minuto 00.00.37 al minuto 00.01.31 trascrizione integrale

 

BERLUSCONI: ciao tesoro,
MINETTI: ei, pronto?
BERLUSCONI: come sta la mia Consigliera bravissima?
MINETTI: bene bene. Tu come stai?
BERLUSCONI: eee mi parlano tutti così bene di te amore, che mi fai un piacere….
MINETTI: davvero?
BERLUSCONI: davvero amore.
MINETTI: sìììì?
BERLUSCONI: sì sì.
MINETTI: chi?
BERLUSCONI: tutti, tutti. Quelli della Lega, i nostri…
MINETTI: dai?
BERLUSCONI: ultimamenteeeee Giorgio Puricelli
MINETTI: dai, bene. Son contenta sai?
BERLUSCONI: e e
MINETTI: bene bene.
BERLUSCONI: tu sei contenta?
MINETTI: molto! Certo che son contenta, sono felicissima.
BERLUSCONI: mmmm
MINETTI: assolutamente sì.
BERLUSCONI: così poi, quando ci son le elezioni vieni in Parlamento.
MINETTI: ovvio! Certo! Ma mi sa che io mi schiero dalla parte di Libertà e Futuro dell (ride)
BERLUSCONI: a a a a. Siamooo
MINETTI: e dai, è una battutaaaa… ridi.
BERLUSCONI: siamo siamo siamo siamo sì, sto ridendo, stooo, siamo siamo comunque in un bel guaio eh?
MINETTI: mamma mia, mamma mia, tremendo.

Dal minuto 00.01.32 al minuto 00.03.31 discutono della situazione politica.
Dal minuto 00.03.34 al minuto 00.05.01 trascrizione integrale
BERLUSCONI: senti, io sono in guerra, cosa fate in vacanza voi? Dove andate tu e la Ba… tu e la Barby (intesa
Barbara Faggioli n.d.r.). State insieme?
MINETTI: non lo so ancora, non abbiamo parlato.
BERLUSCONI: la Barby come va?
MINETTI: bene, sta bene sta bene, assolutamente sta benissimo lei è brava.
BERLUSCONI: annuisce
MINETTI: sta studiando.
BERLUSCONI: bene, ottimamente, otti…. M’ha detto Giorgio che siete state a Villa d’Este?
MINETTI: sìììì, siamo andate a Villa d’Este che c’era anche Giorgio Pozzi e tutto sì, siam state bene, tranquillo. Son matti comunque eh?
BERLUSCONI: cioè?
MINETTI: eh son matti, dai. Giorgio Pozzi è matto come un cavallo.
BERLUSCONI: ah sì?
MINETTI: sì mamma mia.
BERLUSCONI: perchè?
MINETTI: (sorridendo) ma perchè sì. Perchè è matto però fa ridere è simpatico, ma è matto.
BERLUSCONI: (incomprensibile.)
MINETTI: c’aveva lì una rumena c’aveva.
BERLUSCONI: aveva una rumena?
MINETTI: ti giuro. (ride)
BERLUSCONI: (ride) …. ma presentabile o no?
MINETTI: fighissima.
BERLUSCONI: eh?
MINETTI: fighissima.
BERLUSCONI: aa figh… e allora.
MINETTI: sì sì. E tra l’altro molto amica della Flo (Florina Marincea n.d.r.) pensa te.
BERLUSCONI: pensa un pò.
MINETTI: sì. (ride)
BERLUSCONI: la quale Flo hai visto che ha fatto quelle 10 (dieci) pagine con Roncuzzi?
MINETTI: sì sì sì
BERLUSCONI: (inc.) che vergogna.
MINETTI: mamma mia, non si può, non si può.
BERLUSCONI: va bè. Senti amore, eee dove sei tu, a Rimini o a Milano?
MINETTI: no, io sono a Milano sono.
BERLUSCONI: mmm a Milano, a Milano.
MINETTI: sì
BERLUSCONI: io purtroppo sto partendo per Roma…
MINETTI: e lo sò, perchè domani sei…..
BERLUSCONI: annuisce … son coi Senatori eccetera… mmmm
MINETTI: ma quando parti, a che ora parti?
BERLUSCONI: eee parto adesso.
MINETTI: a sì?

Dal minuto 00.05.03 al minuto 00.05.18 parlano delle condizioni di salute di Silvio Berlusconi. Dal minuto 00.05.19 al minuto trascrizione integrale.

Il problema, elogiando senz’altro l’avvenenza di Minetti e la sua maggiore età, non sta nella libera interpretazioni dei sentimenti (saremmo dei Torquemada laici) ma nel fatto che non è lecito spianare la gustosa e ben remunerata carriera politica a qualcuno solo perchè ci sta una relazione. Non andrebbe fatto ad alcun livello, men che meno nel ruolo del signore in questione. Se poi la questione Etica non conta, allora va bene tutto. Badare bene: Etica e non Morale.