Libertè, Egalitè, Ipocritè

24 Mar


La visita a Parigi – Correva l’anno 2007. E Muhammar Gheddafi veniva ricevuto in Francia con tutti gli onori che gli avrebbe concesso due anni più tardi anche il governo italiano. Si dice mal comune mezzo gaudio. Gli italiani non sono stati gli unici ad adulare il dittatore libico e a ripulire la sua immagine, prima di tornare sui propri passi e dichirargli guerra. Era il dicembre del 2007 e il quotidiano La Stampa scriveva:”Gheddafi è arrivato nella capitale francese direttamente da Lisbona, dove ha preso parte al vertice Unione europea-Africa. La sua visita, la prima in Francia da 34 anni, ha richiesto un dispositivo di sicurezza eccezionale; il leader libico ha anche ottenuto che la sua tenda beduina personale venisse installata nel giardino dell’hotel de Marigny, la residenza degli ospiti d’onore dell’Eliseo. Durante il suo soggiorno Gheddafi incontrerà anche intellettuali, membri della comunità africana, visiterà l’Unesco, il castello di Versailles e parteciperà ad una battuta di caccia”. Scene da un matrimonio che si è ripetuto in quel di Roma quasi per filo e per segno. Chi non ricorda la tenda di Gheddafi piantata a villa Doria Pamphili?

Gli accordi sul nucleare – Ma perchè Gheddafi viene accolto così bene dal presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, lo stesso che è stato il primo a chiedere i raid aerei su Tripoli? Affari per un totale di dieci miliardi di euro. In quei giorni i due governi firmano l’accordo di cooperazione nel settore dell’energia nucleare ad uso civile per la “fornitura di due o più impianti nucleari” e “il sostegno alle attività di prospezione e sfruttamento dei giacimenti di uranio”. Il tutto scritto in una nota emanata dall’Eliseo. Non solo. L’accordo venne definito “storico” direttamente dagli Stati Uniti ancora guidati da George W.Bush che si complimentava con Tripoli per aver abbandonato la strada della costruzione di armi di distruzione di massa. Accordi che costarono a Sarkozy critiche feroci dall’opposizione di sinistra ma anche dalle associazioni in difesa dei diritti umani che accusavano il capo dell’Eliseo di aver messo da parte i prinicipi in cambio “del libretto degli assegni”.

Cooperazione militare – E non finisce qui. I due Paesi firmano anche un memorandum di cooperazione che impegna la Libia “a negoziati esclusivi con la Francia per l’acquisto di equipaggiamento militare”. Nello specifico la Libia avrebbe dovuto acquistare 14 caccia e 35 elicotteri da combattimento di fabbricazione francese per un costo complessivo di 5,4 miliardi di euro. Esattamente quanto fatto poi dal nostro governo che negli ultimi due anni ha venduto al dittatore libico armi e munizioni, oltre che le famigerate motovedette per il pattugliamento delle coste contro l’immigrazione clandestina. In quei giorni Sarkozy beatificava Gheddafi con queste parole:”La Francia riceve un capo di Stato che ha deciso di rinunciare definitivamente a possedere l’arma atomica, che ha deciso di porre gli stock sotto il controllo delle organizzazioni internazionali, che ha scelto di rinunciare definitivamente al terrorismo”. Sembrano passati decenni, invece è storia di poco più di tre anni fa. Chissà se qualcuno al vertice di Parigi ha fatto notare questa “piroetta diplomatica” tanto a Nicolas Sarkozy che a Silvio Berlusconi.

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