Ed ora lo Yemen ?

20 Mar

Lo Yemen, secondo la costituzione del 1991 più volte modificata, è una repubblica presidenziale. Anche se in teoria il sistema politica è basato sul pluralismo politico, il Congresso generale del Popolo, il cui leader è il presidente Saleh, è da decenni il partito dominante. Lo Yemen versa da decenni in un condizioni difficilissime: il 43% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e con un tasso di disoccupazione elevatissimo. È alfabetizzato soltanto il 50,2 % della popolazione e appena il 30% delle donne. La mortalità infantile è del 70 per mille. La speranza di vita è di 59 anni per gli uomini e di 63 anni per le donne.

ali-abdullah-saleh

il dispotismo di Saleh e la causa indipendentista del sud non sono le uniche ragioni del nuovo scenario yemenita. La protesta è cominciata lo scorso 12 febbraio, quando migliaia di studenti e membri della società civile si sono riuniti in un sit-in permanente nell’università di Sana’a. Spronati dall’esempio della sollevazione tunisina, hanno iniziato a credere nella possibilità di conquistare migliori condizioni di vita.

Il sistema politico una volta era considerato l’unico esempio di democrazia nella Penisola Arabica, ma ben presto è degenerato in un regime monopartitico e corrotto. L’opposizione formalmente esiste, ma è debolissima e non ha alcun margine d’azione.

manifestanti a Sanaa

Sempre a febbraio sono iniziate le prime grandi manifestazioni nella Capitale e ad Aden, che hanno portato con sé anche le prime vittime. Da allora, ogni giorno nel Paese si susseguono marce di protesta contro Saleh. L’opposizione al regime ha trovato appoggio non solo nel movimento secessionista, ma anche nelle due più potenti confederazioni tribali yemenite, la Hashed e la Baquil. Come estremo tentativo di evitare la mattanza, le forze anti-regime e i veritici religiosi islamici avevano proposto a Saleh un piano che prevedeva la sua graduale uscita di scena entro il 2011. Naturalmente hanno incassato un secco rifiuto.

Si trova ad accogliere circa 200.000 rifugiati prevalentemente somali, un numero sempre crescente di migranti “economici” provenienti dall’Etiopia, circa 30.000 nel 2010, e gli effetti del conflitto tra Governo e tribù al nord (Al Houti) che dal 2009 ha provocato lo sfollamento di oltre 300.000 yemeniti da Sada’a che ancora oggi faticano a rientrare nel loro luogo di origine a causa della situazione ancora insicura. ‘Si rischia nei prossimi giorni ancora un’escalation delle violenze e delle già forti tensioni esistenti, e le prospettive non sono positive anche per la riduzione delle riserve sia di petrolio che di acqua.

Difficile prevedere quello che potrebbe succedere dopo un’eventuale caduta di Saleh. La causa dell’opposizione al presidente è stata fin qui in grado di tenere uniti gruppi assai eterogenei, che in altre circostanze sarebbero stati in contrasto fra loro. Quella dello Yemen è una società tribale e ogni fazione chiede le dimissioni del presidente per ragioni diverse. Il capo della più importante confederazione tribale del Paese, Hamid al-Hamar, dopo aver aderito alla protesta nata dagli studenti, si è proposto come successore di Saleh. Il problema è che per molti yemeniti alternative di questo tipo non sono accettabili. Non ci sarebbe infatti alcuna frattura rispetto alla logica politica tradizionalmente sperimentata.

E i separatisti del sud? E’ davvero difficile sperare in un futuro di pace e democrazia per lo Yemen, se si pensa che una parte significativa dell’opposizione al regime è costituita proprio dal movimento secessionista. Cacciare Saleh non basterà, non sarà la fine della violenza. Gli analisti sono più che indecisi su quale possa essere il futuro del Paese se alla fine il regime cadrà davvero. Alcuni parlano genericamente di una “lunga fase d’instabilità politica”. Altri di una guerra civile prolungata.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: