Assalti al Treno

20 Feb

Martedì 22 febbraio 2011, ore 18.00 – 20.00
Sala Consiliare del Comune di Avigliana – Piazza Conte Rosso, 7

Torino – Lione: quale futuro per una grande opera la cui opposizione dura da 22 anni ?

Il Presidente della Commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento Europeo Luigi de Magistris incontra la popolazione, il Movimento No TAV e gli Amministratori della Valle Susa.

E’ un’iniziativa realizzata in collaborazione tra il Movimento No TAV e il Comune di Avigliana.

La nuova linea ferroviaria Lione-Torino è una grande opera che fin dalla sua ideazione – nell’ormai lontano 1989 – è stata giudicata inutile e devastante da tutti coloro che hanno avuto la pazienza di esaminarla da vicino e la libertà e il coraggio di contrastarla.

L’incontro, attraverso gli interrogativi e i suggerimenti del pubblico, con il fondamentale concorso del punto di vista europeo di Luigi de Magistris, contribuirà a costruire una risposta alla domanda “Quale futuro per una grande opera la cui opposizione dura da 22 anni ? ”.

Interverranno:
– il Sindaco di Avigliana Carla Mattioli
– il V. Presidente della Comunità Montana Valle Susa Val Sangone Rino Marceca
– i cittadini presenti

Sono invitati:
– i cittadini e le cittadine
– gli eletti nei Consigli Comunali e di Comunità Montana
– gli Amministratori pubblici

L’incontro sarà in diretta streaming tv qui: http://www.justin.tv/torinolibera

La Commissione del Parlamento Europeo della quale Luigi de Magistris è Presidente, è competente per:
1. il controllo dell’esecuzione del bilancio dell’Unione europea e del Fondo europeo di sviluppo nonché le decisioni di discarico che devono essere adottate dal Parlamento, compresa la procedura interna di discarico e tutte le altre misure di accompagnamento o di applicazione di tali decisioni,
2. la chiusura, il rendimento e la verifica dei conti e dei bilanci finanziari dell’Unione europea, delle sue istituzioni e di ogni organismo da essa finanziato, ivi compresa la determinazione degli stanziamenti da riportare e dei saldi,
3. il controllo delle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti,
4. la valutazione del rapporto costo-efficacia delle varie forme di finanziamento comunitario in sede di attuazione delle politiche dell’Unione europea,
5. l’esame delle frodi e delle irregolarità commesse in sede di esecuzione del bilancio dell’Unione europea, le misure volte a prevenire e perseguire tali casi e in generale la tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea,
6. le relazioni con la Corte dei conti, la nomina dei suoi membri e l’esame delle sue relazioni,
7. il regolamento finanziario per quanto riguarda l’esecuzione, la gestione e il controllo del bilancio.

Il dibattito sulla Tav, l’alta velocità ferroviaria, si è sviluppato soprattutto intorno al nodo rappresentato dai territori ribelli del nord che si sono opposti e si oppongono alla perforazione delle montagne e ai lavori di sbancamento necessari a collegare Torino con Lione ed a completare il cosiddetto corridoio 5 Lisbona – Kiev.

Alcune inchieste giornalistiche, come quella del Sole 24 ore, hanno però rivelato un altro dettaglio non secondario di questa grande opera: ha un costo spropositato, fino a 54 milioni di euro a chilometro. Le spiegazioni, da parte dei consorzi e delle società coinvolte, sono state le più varie e fantasiose. Non abbastanza fantasiose però per l’Autorità di vigilanza per i contratti pubblici, che ha concluso l’indagine sui lavori per la costruzione delle linee ferroviarie ad alta velocità e ha deciso (delibera n. 26, luglio 2008) di trasmettere gli atti alla procura generale della Corte dei conti per l’uso distorto degli accordi conciliativi, tra la Tav e i General contractors, che hanno fatto lievitare i costi smisuratamente.

I 564 chilometri di linee ad alta velocità realizzate in Italia hanno avuto un costo medio di 32 milioni di euro al chilometro, contro i 10 pagati dai francesi e i 9 degli spagnoli:

con quanto ha speso lo Stato italiano per far costruire un pezzo di linea, peraltro ancora non entrata in esercizio, i francesi hanno costruito tutto il loro sistema (1.549 km) che funziona da anni. Un trend confermato anche per i lavori futuri: le Fs infatti calcolano che i 647 km di nuove linee avranno un costo medio per chilometro di 45 milioni. Per la Torino-Novara, una tratta costruita completamente in pianura, si è arrivati a spendere addirittura 54 milioni di euro al chilometro, 100 miliardi delle vecchie lire per mille metri lineari di binari, cioè: 100 milioni di lire per un solo metro di binario.

Interessante la ricostruzione sulle responsabilità politiche tracciata da un sito dedicato agli appalti pubblici: “Emblematica di come ancora dovremo assistere per decenni allo sperpero di denaro pubblico è infatti la vicenda dei prossimi lavori per l’alta velocità Milano-Genova, Milano-Verona e Verona-Padova. Incomincia il governo di Giuliano Amato che nel 1992 affida i lavori di queste linee a trattativa privata. Segue un altro governo (Prodi 1°) che nel 2001 revoca i contratti, sostenendo che erano troppo cari e poi che le trattative private proprio non si fanno. Ma il successivo Silvio Berlusconi 2°, nel 2002, non ci sta e li riaffida agli stessi General Contractors. Quindi, inviperito, nel 2007 il governo Prodi 2° cancella tutto di nuovo, ma il suo governo dura poco e il Berlusconi 3°, come se nulla fosse, il 18 giugno 2008 li riaffida ancora una volta agli stessi consorzi di sempre. In tutto, solo per queste tre nuove linee, fanno oltre 17 miliardi di euro a carico dello Stato, poco più di 290 euro a testa per ogni italiano, neonati inclusi”.

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