stanno tutti bene…

11 Giu

Per colpa di cattive amministrazioni ed eccessivi sprechi nel corso degli ultimi decenni dal dopoguerra a oggi il debito pubblico è sempre salito e continuerà a salire (deficit). Anche nel 2010 arrivando a superare il 112% nel classico rapporto Debito/Pil.

L’Italia insieme ad altri due paese africani è lo stato più indebitato del mondo e fino a qualche anno fa aveva la compagnia dell’Argentina che però ha dichiarato fallimento arrivando a cambiare persino la propria moneta e con questa mossa il debito pubblico si è cancellato, ma ha milioni di persone e centinaia di banche mondiali che chiedono di essere rimborsati.

E’ importante valutare altri due fattori: chi detiene il debito italiano e la struttura del debito (scadenze e tipologia di titoli: tasso fisso, tasso variabile, tasso legato all’inflazione).
Poco meno della metà del debito pubblico italiano è in mano ad italiani. Questo è un dato buono (fra i migliori in Europa: terzo posto) sebbene non metta certo completamente al riparo la nazione dalla speculazione dei mercati internazionali.
Per quanto riguarda la composizione, si possono avere tutti i dati dal sito: http://www.debitopubblico.it.

Dei circa 1.500.000 di milioni di euro di debito pubblico (per la precisione, la bellezza di 1.495.829,44 milioni di euro) poco meno del 10% è composto da BOT e poco più del 10% da CCT. Gli interessi su questi titoli dipendono dai tassi di mercato. Un aumento dei tassi richiesti dal mercato per finanziare l’Italia si ripercuote direttamente nelle uscite perché i tassi sono variabili (nel caso dei BOT, la “variabilità” è data dalla breve scadenza). Gli altri titoli sono a tasso fisso a breve (CTZ) o media lunga scadenza (BTP) con un 7% circa di titoli legati all’inflazione. La vita media dei titoli di Stato è di circa sette anni. Ciò significa che ogni anno dobbiamo rimborsare, mediamente, circa il 15% del debito, pari a circa il 17% del PIL.
E’ ovvio che possiamo far fronte a questo rimborso solo emettendo altri titoli di Stato.
Quest’anno, nel 2010, dobbiamo rimborsare poco meno del 25% del debito (circa il 28% del PIL).
Questi rimborsi superiori alla media capitano in un periodo non certamente brillante (sebbene i tassi fissi siano comunque storicamente bassi). Fino ad oggi le aste dei titoli di Stato sono andate molto bene, sebbene i tassi si stanno alzano ed il differenziale rispetto ai BUND tedeschi sia molto, ma molto, elevato.

I conti dell’Italia sono in ordine? Se il bilancio di un debitore è ogni anno in perdita ed il suo debito aumenta di anno in anno, è evidente che la sua capacità di rimborso diventerà sempre più scadente.

Ventiquattro miliardi è l’importo della manovra economica di Tremonti. “Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani” è da sempre l’imperativo categorico di questo governo e dei suoi governanti. Almeno, non direttamente. Aumentare direttamente le tasse, stanare gli evasori, far pagare i più abbienti disturba frotte dio grandi elettori. Ed allora: una manovra contenuta, assolutamente anonima, senza alcun rilancio se non la velleità di tappare qualche falla, qua e la.

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