riprendiamoci l’energia

29 Mag

Il fatto che le mafie si stiano interessando da tempo alle energie rinnovabili, infiltrandosi nella costruzione e gestione di parchi eolici (la Sardegna è solo uno dei tanti luoghi interessati), nella posa selvaggia di parchi fotovoltaici senza molto curarsi dell’impatto territoriale, è la prova lampante che anche se la “Green Revolution” ad oggi ha prodotto non moltissimo è un buon affare oltre che un investimento etico e saggio.

flavio carboni, faccendiere piduista, interessato al business eolico in sardegna


licio gelli, gran maestro loggia massonica p2

Altro attore del business energetico verde in Italia e nel mondo sono, come sempre, banche e grossi gruppi finanziari che attivano mutui per il fotovoltaico dei privati cittadini creando non pochi problemi a chi decide di fare l’investimento e, come sempre, guadagnando fiumi di danaro. Ultimo attore del processo, Enel che compra le eccedenze energetiche prodotte ad un prezzo e le rivende maggiorate.

Detto questo, ci sono strade alternative per investire con buoni ritorni e che permettono di unirsi nella realizzazione di impianti di produzione energetica alternativa in modo rispettoso per il territorio, l’urbanistica, le tasche di chi vuole fare un impianto.

Una delle prime idee è chiamata “adotta un kilowatt” ed è nata nel Gennaio 2007, su iniziativa di un blogger. Come per le adozioni a distanza, con una piccola cifra si può fare una buona azione…a favore dell’ambiente. E magare anche guadagnarci qualche soldino. L’iniziativa è portata avanti da “Solare collettivo”, un’associazione senza scopo di lucro che si propone di realizzare centrali da fonti di energia rinnovabili (solare, eolica e mini-idroelettrica) il cui finanziamento e’ fornito dai cittadini.

A Mondovì, in provincia di Cuneo, è entrato in funzione un impianto fotovoltaico auto-finanziato. All’iniziativa hanno preso parte più di 40 persone. L’impianto è ospitato da una cooperativa sociele che si occupa di raccolta differenziata, e che si è offerta di ospitare l’impianto su un capannone realizzato di recente con i criteri delle bioedilizia e che, grazie all’impianto fotovoltaico, divemnterà completamente autonomo.

Il “Progetto Dinamo” nato in seno alla cooperativa sociale Arcobaleno di Torino, Consorzio Abele Lavoro, con l’appoggio di Banca Etica sta intervenendo nei confronti di altre organizzazioni del terzo settore per promuovere impianti foto voltaici senza esporre finanziriamente i fruitori.

La “Buona Energia”, S.r.l. di Torino, sta raccogliendo soci aderenti a progetti di sviluppo sulle energie alternative, foto voltaico e tra poco bio gas, riconoscendo a chi voglia investire nella società buoni dividendi e certezza del capitale. Il tutto con attenzione ad ambiente e territorio, oltre che alle finanze.

Tali imprese creano oltre tutto filiere lavorative per il montaggio e la manutenzione degli impianti. La forza principale che permette di reinvestire i proventi è l’attenzione nella gestione complessiva.

Il 2010 sarà, nel nostro paese, ancora un buon anno per il foto voltaico: gli incentivi governativi previsti restano invariati ed interessanti e questo può giocare a favore della nascita di nuovi impianti. Il prossimo anno staremo a vedere anche, se non c’è molto da gioire viste le scelte di involuzione lobbistico affariste a favore dell’energia nucleare perpetrate da questo esecutivo e dalla maggioranza parlamentare.

Nel frattempo, se qualcuno ha qualche sostanza da investire proficuamente, vena imprenditoriale, anima ecologista, può approfondire i ragionamenti sulle “energie collettive”. Se non altro, togliamo qualche pezzo di pane agli affaristi senza scrupoli

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