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14 Mag

MARTIN ALMADA, TORTURATO E “DESAPARECIDO” PER 3 ANNI SOTTO LA DITTATURA DI STROESSNER, HA DEDICATO LA VITA A RACCOGLIERE PROVE

“Fu lui la mente dell’ Operazione Condor”
Avvocato paraguayano racconta “l’ Interpol del terrore che negli anni 70 uni’ i regimi sudamericani”

Martin Almada, torturato e “desaparecido” per 3 anni sotto la dittatura di Stroessner, ha dedicato la vita a raccogliere prove “Fu lui la mente dell’ Operazione Condor” Avvocato paraguayano racconta “l’ Interpol del terrore che negli anni 70 uni’ i regimi sudamericani” DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MADRID – L’ avvocato paraguayano Martin Almada, accusato di “terrorismo intellettuale” per la sua appartenenza ad un sindacato di insegnanti, e’ stato sequestrato e torturato dalla polizia segreta di Stroessner, dittatore del suo Paese. Ha trascorso tre anni e mezzo da “desaparecido” per i suoi famigliari e amici. + emerso dall’ incubo, a differenza di sua moglie scomparsa senza lasciare traccia, e ha dedicato le sue energie ad accumulare prove sull’ “Operazione Condor”, un piano multinazionale per la sistematica eliminazione degli oppositori in patria e all’ estero, elaborato dalle dittature militari sudamericane negli anni Settanta. “Seppi dell’ Operazione Condor – dichiara Almada – quando ero sequestrato in un luogo chiamato “sepolcro dei vivi”. Me ne parlo’ il mio compagno di cella. “Siamo qui, mi disse, perche’ siamo caduti nella guerra del Condor”. Non aggiunse altro. Io e alcuni miei compagni di sventura ci salvammo grazie all’ intervento degli americani e uscimmo dal sepolcro. Da allora mi sono dedicato a cercare dati sull’ Operazione Condor e li ho trovati”. Almada, 61 anni portati con disinvoltura, ha mostrato buon fiuto e ha scoperto nel 1992 l’ “Archivio del terrore” ad Asuncion, capitale del Paraguay, grazie ad un vuoto di potere dopo la caduta di Stroessner. Nell’ archivio sono contenuti i dettagli sul Condor, una vera e propria Interpol della repressione che, secondo l’ avvocato, era stata ideata ed era capeggiata da Augusto Pinochet. + con un valigione carico di fotocopie di documenti recuperati ad Asuncion che Almada si e’ presentato dinanzi al giudice istruttore Baltasar Garzon, insieme al premio Nobel della pace 1980, l’ argentino Adolfo Perez Esquivel. A Garzon sono state portate le prove dei crimini contro l’ umanita’ commessi da Pinochet, da Stroessner, che oggi vive in Brasile, e da altri tre ex dittatori, l’ argentino Jorge Rafael Videla, il boliviano Ugo Banzer e l’ uruguayano Gregorio Alvarez. Almada e Esquivel pensano che le prove sono piu’ che sufficienti per incriminarli tutti, “cominciando con Pinochet, il mentore numero uno del piano di eliminazione”. Secondo l’ avvocato paraguayano, oggi presidente del Tribunale etico contro l’ impunita’ , i documenti segreti che saranno resi pubblici dagli americani potranno essere utili, “soprattutto se mostreranno il ruolo della Cia”. Di questo ruolo ha parlato in una intervista alla tv britannica Ralph McGehee, ex funzionario della Cia che lavoro’ in Cile ai tempi del golpe. Ha detto che la Cia consegno’ a Pinochet liste con i nomi degli oppositori politici. “I semi dell’ Operazione Condor – afferma Almada – furono gettati nel Forte Amador, nella zona del canale di Panama, nel 1960. Dopo la vittoria della rivoluzione cubana di Fidel Castro, la Cia convoco’ in quella localita’ riunioni per l’ addestramento di militari sudamericani alla repressione di forze rivoluzionarie. Si era in piena guerra fredda. A un certo punto Pinochet disse che quel tipo di addestramento non serviva e decise di operare a suo modo”. Comincio’ allora, nelle parole dell’ avvocato, la seconda fase dell’ “Operazione Condor”. Nei documenti trovati ad Asuncion viene dimostrato come si ideo’ e pianifico’ “una specie di Interpol repressiva” nell’ America latina. Almada ha chiesto al giudice Garzon che solleciti l’ estradizione di Stroessner e degli altri ex dittatori. ” + necessario – afferma – portare dinanzi alla giustizia tutti i genocidi perche’ l’ impunita’ genera repressione e corruzione. Le istruttorie che si sono aperte in Spagna contro i crimini commessi in Cile e in Argentina sono una buona notizia. Grazie ai giudici spagnoli, visto che in America latina non vi sono magistrati con sufficiente coraggio”. Fra i documenti consegnati a Garzon vi sono le prove, “con dati concreti”, della scomparsa di venti cittadini spagnoli in Paraguay, vittime dell’ Operazione Condor. La maggioranza dei “desaparecidos” sarebbero sacerdoti, considerati pericolosi rivoluzionari e quindi eliminati. Una parte della Chiesa cattolica paraguayana era considerata da Adolfo Stroessner “un nido di sovversione”. Dai documenti emergono i nomi dei torturatori e degli assassini degli spagnoli. Mino Vignolo

Vignolo Mino

Pagina 3
(10 dicembre 1998) – Corriere della Sera

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