E’ morto Marx, Viva Marx

8 Mag

Sulla Terra ci sono più o meno 6.200 milioni di persone, circa 1.700 milioni nel Nord del mondo e circa 4.500 milioni nel Sud del mondo. La popolazione terrestre aumenta in ragione di circa 60 milioni di persone all’anno.
La massa di materiali movimentati attraverso il mondo -la “tecnosfera”- degli oggetti fabbricati e usati, ammonta ogni anno a circa 50.000 milioni di tonnellate (acqua ed aria escluse); l’acqua usata dalle comunità urbane e dalle famiglie, nel mondo, ammonta a circa 500 miliardi di tonnellate all’anno; i consumi di acqua totali ammontano a circa 9.000 miliardi di tonnellate all’anno; le automobili in circolazione nel mondo sono circa 550 milioni.
Se passiamo al caso dell’Italia vediamo che una popolazione di circa 57 milioni di persone, abbastanza stazionaria, ogni anno assorbe circa 700 milioni di tonnellate di materiali (combustibili, sabbia e ghiaia, argilla, prodotti alimentari, minerali e metalli, eccetera, di produzione nazionale o di importazione, acqua e aria escluse) e genera circa 100 milioni di tonnellate di rifiuti solidi, oltre a circa 500 milioni di tonnellate di gas gettati nell’atmosfera e circa 100 milioni di tonnellate di rifiuti immessi nelle acque. Le famiglie italiane assorbono circa 9 miliardi di tonnellate all’anno di acqua e l’agricoltura e l’industria ne assorbono circa 40 miliardi di t/anno. Circa 200 milioni di tonnellate di materiali, ogni anno, sono immobilizzati negli edifici, nelle strade, nei prodotti a vita lunga (automobili, macchinari, treni, rotaie, eccetera). Le automobili in circolazione in Italia sono circa 35 milioni. (cfr Giorgio Nebbia)

giorgio nebbia

Per sopravvivere il capitalismo ha assoluta necessità che i trend produttivi crescano, con buona pace di pochi, la fatica di molti, la distruzione dell’ambiente, continuando a produrre, in molti casi, oggetti e merci obsoleti ed inutili. In questo sistema, il marxismo ha ancora qualcosa da dirci? Certo, all’epoca di Marx la tematica ambientale non aveva ancora assunto gli aspetti drammatici di oggi e se invece così fosse stato, probabilmente il filosofo avrebbe dedicato alcuni paragrafi in più della sua opera in difesa del Pianeta.

Ciò che Marx può dire è come una razionalizzazione e distribuzione del profitto, una giusta valenza ai bisogni, una maggior attenzione al lato spirituale della vita possano essere elementi che ci liberano dalla schiavitù propria dell'”homo consumens”, contribuendo a ridurre l’impatto delle attività umane sull’eco sistema.

D’altronde, la crisi del sistema capitalistico, che basa la sua forza sul materialismo, è ormai sotto gli occhi di tutti: siamo saturi, la domanda è più che soddisfatta, i prezzi crollano, i poveri aumentano. Eppure la Fiat continua imperterrita a costruire automobili, inquinando molto e vendendo sempre meno, tutta un’altra serie di industrie ed industriette si barcamenano senza idee, con i portafogli vuoti e per di più ammorbandoci di fumi, scarti, immondizie varie. E cosa farebbero però operai, impiegati, addetti delle industrie in crisi se il lavoro non ci fosse più? Probabilmente dovremmo chiederlo agli stra pagati manager, che oltre al pullover anzichè giacca e cravatta non riescono a farsi venire idee serie sulla possibile riconversione, magari accontentandosi di qualche profitto in meno a beneficio di tutti. Con una migliore pianificazione (torna di nuovo Marx) potemmo vivere con qualche euro in meno ma più sani e meno schiavi della produzione.
Maurizio Pizzasegola

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