cooperazione bye bye?

24 Apr

La Cgil e la Flai Cgil di Roma e del Lazio hanno inoltrato ieri una lettera al Prefetto di Roma per chiedergli un incontro urgente in merito all’intricata vicenda delle cooperative sociali, importanti realtà produttive con il compito fondamentale di garantire, attraverso il lavoro, il reinserimento sociale e lavorativo di alcuni soggetti «deboli» quali disabili, ex tossicodipendenti ed ex detenuti.
«Le precedenti amministrazioni del Comune di Roma, recependo e ampliando la normativa nazionale -scrivono Gabriele Mazzariello, segretario della Cgil di Roma e del Lazio e Luca Battistini, segretario generale della Flai Cgil di Roma e del Lazio- avevano affidato circa il 60% dei servizi di manutenzione del verde pubblico della città alle cooperative sociali, che hanno finora garantito circa 400 posti di lavoro, aiutando a uscire dal disagio altrettanti lavoratori e lavoratrici».
«L’amministrazione Alemanno -proseguono- ha inteso cambiare pagina, motivando la decisione, in questo caso, con la necessità di maggior mercato nell’assegnazione degli appalti pubblici e nei mesi scorsi ha voluto mettere a gara -una gara europea- la manutenzione del verde pubblico cittadino, sfidando le cooperative sociali a partecipare alla gara senza riserve, competendo sul libero mercato».
Gara vinta, al di là delle aspettative, dalle cooperative sociali in questione e annullata con una motivazione, a giudizio del sindacato «assolutamente pretestuosa». Oltre a denunciare la scarsa linearità dell’intera vicenda, la Cgil e la Flai Cgil di Roma e del Lazio hanno così inteso sottolineare la forte preoccupazione per la vicenda -peraltro già manifestata in un incontro recente con il capo di gabinetto del sindaco Alemanno- e «l’assoluta necessità del mantenimento della clausola di salvaguardia occupazionale dei lavoratori dipendenti e soci delle cooperative sociali attualmente impegnati nel servizio». «Una nuova gara che non contenesse tale garanzia -concludono i due dirigenti sindacali- potrebbe mettere in seria discussione circa 400 posti di lavoro in un settore dove vi è l’occupazione di lavoratori con forte disagio sociale. Riteniamo doveroso segnalare la gravità dell’annullamento della gara già espletata, sia dal punto di vista del rispetto delle regole di mercato che della trasparenza amministrativa. Un simile comportamento è l’esatto contrario della trasparenza alla base di una libera competizione di mercato». (Arf/Zn/Adnkronos)

La situazione romana può riverberare anche nel nostro Piemonte. esiste cooperazione e cooperazione: indubbiamente c’è una cooperazione malata che utilizza contratti di lavoro atipici e fa soldi sulle spalle delle altrui disgrazie, spalle di lavoratrici e lavoratori. Grazie a Dio esiste ancora un terzo settore sano che va supportato non solo per il suo ruolo economico ma anche e soprattutto per il ruolo sociale che ancora svolge, tentando tra mille difficoltà di rispondere alla mission della “mutualità prevalente”, cioè creare occasioni di lavoro per i propri associati nel rispetto delle regole. E proprio questo è il punto di forza da cui ripartire, considerando che molte organizzazioni investono in formazione interna, assumono quando gli altri licenziano, sono ben professionalizzate. Bisogna creare una forza unita con le organizzazioni sindacali per non permettere ad un sistema sempre più malato di smontare quanto costruito in decenni di lotte.

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