buon 25 Aprile a tutti voi

24 Apr

Alcune cifre sulla Resistenza

partigiani a Milano nel giorno della Liberazione


Si calcola che i caduti per la Resistenza italiana (in combattimento o uccisi a seguito di cattura) siano stati complessivamente circa 44.700; altri 21.200 rimasero mutilati ed invalidi; tra partigiani e soldati italiani caddero combattendo almeno 40.000 (10.260 della sola Divisione Acqui impegnata a Cefalonia e a Corfù); 40.000 soldati morirono nei lager nazisti.

Le donne partigiane combattenti furono 35 mila, mentre 70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della donna; 4.653 di loro furono arrestate e torturate. 2.750 furono deportate in Germania, 2.812 fucilate o impiccate; 1.070 caddero in combattimento; 15 vennero decorate con la medaglia d’oro al valor militare.

Le vittime civili di rappresaglie nazifasciste durante la resistenza furono oltre 10 mila; gli ebrei deportati nei lager più di 10.000. Dei 2.000 deportati dal ghetto di Roma il 16 ottobre ’43 ne tornarono vivi solo quindici.

Lo storico Gianni Oliva quantifica in circa 30-40.000 le vittime italiane delle rappresaglie dei partigiani dopo la fine della guerra. Uno dei più significativi è forse l’eccidio di Schio: la notte del 6 luglio 1945 un gruppo di partigiani irrompe nel carcere di Schio aprendo il fuoco sui “fascisti” lì rinchiusi e uccidendo 54 persone tra uomini e donne. Inoltre sono da segnalare le purtroppo numerose imboscate dei partigiani alle colonne di mezzi tedeschi in ritirata che portarono a fucilazioni di rappresaglia (secondo l’ormai famoso rapporto di 1 a 10), come esempio si può citare Collegno (TO) 1 maggio 1945 quando i partigiani spararono dai tetti sulla divisione corazzata Generale Schlemmer che si stava ritirando sconfitta dalla città. I tedeschi sospesero la ritirata, rastrellarono le strade ed il mattino seguente , non essendosi presentati i responsabili, fucilarono trenta tra civili e partigiani.Questa situazione si puo’far discendere da due cause fondamentali,onde non risulti sminuente a danno della Resistenza,rafforzando le tesi di revisionismo storico che mette sullo stesso piano chi stava dalla “parte giusta e chi stava dalla parte sbagliata”,fino a negare il macello perpetrato ai danni degli ebrei da parte dei nazisti ma,sopratutto e anche,in Italia, da parte dei fascisti che si occuparono fondamentalmente della parte relativa alle delazioni,ma non disdegnarono di applicare la tortura,in prima persona:vedi ad esempio la “famigerata” Casa dello Studente di Genova,trasformata,e non dopo poche lotte e rischi legali,in museo storico della Resistenza dagli studenti di Ingegneria negli anni ’70;e’ attualmente meta di visita abituale da parte di scolaresche.La prima causa e’ che i delinquenti son da tutte le parti,ma in proporzioni diverse,sia numericamente che metodologicamnte:ad es. la sistematica applicazione della tortura da parte dei nazifascisti e le stragi di donne e bambini (due soli esempi fra i tanti Mazabotto, S.Anna di Stazzema,su quest’ultima son interessanti le testimanianze del rabbino Elio Toaff)La seconda fu la sostanziale inpunita’ che ebbero da parte dello stato e dell’allora ministro degli interni Palmiro Togliatti,i criminali di guerra fascisti.Ricordiamo che tramite l’amnistia e la non volonta’ di far giustizia e/o di applicare la giusta pena circolarono ancora e tranquillamente personaggi come Junio Valerio Borghese,golpista,che dichiaro’ senza mezzi termini negli anni ’80,in televisione,dopo il tentativo di golpe fallito che il loro scopo era di sterminare i comunisti in un’intervista pubblica,non e’ il solo,sono moltissimi gli esempi ovviamente,un altro esempio e’ il Legionario di Fiume Ercole Miani,(che con Foschiatti, fu uno dei rappresentanti dell’ala di”sinistra” del movimento dannunziano),rifiuto’ la medaglia d’oro della resistenza in quanto Gaetano Collotti ,commissario che lo arresto’ e lo toturo’ continuo’ tranquillamente a far carriera nella polizia di stato,cosi’ come non furono perseguiti i funzionari che contribuirono alla cattura del commissario di polizia Valitutti,il salvatore di moltissimi ebrei,o come il funzionario di polizia che stese l’elenco degli ostaggi da fucilare in via Rasella continuo’ tranquillamente il suo lavoro,anzi fu promosso.E’ quindi ovvio che alcune frange pensassero di farsi giustizia sommaria da sole,vedi “volante rossa” che giustizio’ il delatore che aveva provocato la cattura e morte di Eugenio Curriel,fisico ebreo e fondatore del gruppo democratico antifascista Alleanza Nazionale.Risulta ovvia conseguenza che in situazioni di giustizia sommaria i limiti della vera giustizia e/o applicazione della giusta pena sono molto labili:questo accade quando gli organi istituzionalmente preposti sono latitanti e la discriminante storica dell’applicabilita’ della giustizia sommaria e’ quella della situazione favorevole o meno sia dal punto di vista organizzativo-militare sia dall’appoggio e/o giustificazione morale popolare.Inoltre si crea un margine di azione ben esiguo fra organizzazione armata a scopi politico-militari e criminalita’ comune in quanto la organizzazione politico-militare talvolta deve ricorrere a rapine,ad es.,per poter finanziarsi.

Una tabella riassuntiva della scarsa benignita’ del regime fascista riportata direttamente in questo settore da cui discesero le inevitabili conseguenze di cui il capoverso tratta forse puo’ aiutare in modo definitivo la comprensione

devastazioni accertate dagli squadristi fascisti nel primo dopoguerra-instaurazione regime:

10 sedi di giornali, 25 Case del Popolo, 59 Camere del Lavoro, 85 Cooperative, 43 Leghe di Contadini, 36 Circoli operai, 17 Circoli di cultura, 34 Sezioni socialiste, 12 Associazioni varie.ù

morti causati dalle spedizioni punitive fasciste fra il 1919 e il 1922: 500 (altre stime altrettanto attendibili parlano di 3000)

prevista la pena di morte anche per ipotizzava un attentato alla vita del re o del “duce”. Organo preposto era il Tribunale speciale, operanta al luglio 1943, e dopo nel gennaio 1944, nella Rsi.: 5619 sentenze e 4596 condanne,condanne a morte furono 42, 31 furono eseguite, furono 27.735 gli anni di carcere.Le “sparizioni brevi manu di oppositori da parte di sevizi segreti e polizia furono cospicue,ma mancano dati accertabili.

1250 ebrei arrestati solo a Roma 1000 finirono ad Auschwitz, solo 17 erano ancora vivi al momento della liberazione dai lager.

Il regime fascista contribuì a fornire alla “soluzione finale” circa 10.000 ebrei.

194.000 militari e 3.208 civili caduti sui fronti di guerra

17.488 militari e 37.288 civili caduti in attività partigiana in Italia

9.249 militari morti in attività partigiana all’estero

1.478 militari e 23.446 civili morti fra deportati in Germania

41.432 militari morti fra le truppe internate in Germania

5.927 militari caduti al fianco degli Alleati

38.939 civili morti da bombardamento.

calcoli di Giorgio Rochat sul numero dei morti riferito solo 43-45: Il totale è di circa 444.000 vittime di cui 397.000 maschi e 47.000 donne più altri 40.000 che moriranno dopo il 1945. Per quanto riguarda il periodo 1943-1945 più specificatamente abbiamo i seguenti decessi : circa 20.000 militari nei combattimenti dopo l’8 settembre; 13.400 militari prigionieri dei tedeschi nei mari greci; circa 10.000 nelle guerriglie balcaniche; 40.000 circa come prigionieri in Germania

Libia,anche i non italiani contano: 21.123 libici uccisi dalle truppe di occupazione (tra il 1911 e il 1932),non facile calcolare il numero di morti durante il periodo fascista in senso stretto,presumibilmente oltre la meta’.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: