diritto all’Acqua

19 Apr

I contenuti del Manifesto dell’Acqua

Partendo dal principio che l’ACQUA è FONTE DI VITA INSOSTITUIBILE, è un BENE VITALE ed APPARTIENE A TUTTI gli ABITANTI DELLA TERRA IN COMUNE, il Manifesto invita ad impedire che l’inaccettabile diventi possibile stabilendo che:

L’ACQUA È UN DIRITTO ALLA VITA, UN DIRITTO INALIENABILE, INDIVIDUALE E COLLETTIVO
L’ACQUA DEVE ESSERE RICONOSCIUTA DALLA LEGGE COME UN BENE COMUNE PUBBLICO, NON PUO’ ESSERE OGGETTO DI SCAMBIO COMMERCIALE DI TIPO LUCRATIVO
L’ACQUA DEVE CONTRIBUIRE AL RAFFORZAMENTO DELLA SOLIDARIETA’ FRA I POPOLI, I PAESI, LE GENERAZIONI
UNA GESTIONE DELL’ACQUA SOSTENIBILE DEVE ESSERE FONDATA SUL RISPETTO DELLE DIVERSITA’ CULTURALI E SUL PLURALISMO SOCIO-ECONOMICO
LA SOCIETA’ DEVE ASSUMERE COLLETTIVAMENTE I COSTI RELATIVI ALLA RACCOLTA, PRODUZIONE, DEPOSITO, DISTRIBUZIONE, USO, CONSERVAZIONE E RICICLO DELL’ACQUA
È COMPITO DELLE GENERAZIONI ATTUALI DI USARE, VALORIZZARE, PROTEGGERE E CONSERVARE LE RISORSE D’ACQUA IN MODO TALE CHE LE GENERAZIONI FUTURE POSSANO GODERE DELLA STESSA LIBERTA’ D’AZIONE E DI SCELTA
L’ACQUA RICHIEDE UNA GESTIONE DECENTRALIZZATA E TRASPARENTE. NUOVE FORME DI GOVERNO DEMOCRATICO DEVONO ESSERE CREATE. LA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA È INEVITABILE. I PARLAMENTI SONO IL LUOGO E GLI ATTORI NATURALI A QUESTO RIGUARDO.

Il 24 parte in tutta Italia la raccolta firme
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010. Sosterranno tale iniziativa anche diverse forze politiche.
A partire dal sabato 24 aprile inizieremo la raccolta delle firme, in tre mesi dovremo arrivare almeno a quota 500.000 per poter richiedere i referendum. I banchetti per la raccolta delle firme saranno allestiti su tutto il territorio nazionale.
I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo lnel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti.
Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.
Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.
Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.

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